Nella Patagonia andina, in Argentina, rigeneriamo i boschi nativi devastati dagli incendi. Insieme alle comunità locali piantiamo specie autoctone come il ciprés de la cordillera, una conifera che cresce lenta e può vivere per secoli: dove il fuoco ha lasciato solo terreno nudo, ricostruiamo una foresta destinata a durare, un habitat che le piante esotiche non riuscirebbero a sostituire.
Gli alberi che facciamo nascere li doniamo alle comunità contadine, che se ne prendono cura e godono delle risorse che producono. Collaboriamo con i vivai della provincia di Chubut per valorizzare competenze e risorse già radicate nel territorio, e coinvolgiamo le persone del luogo nelle piantagioni collettive. Chi partecipa non pianta e basta: entra in percorsi di formazione sugli ecosistemi andini e sulla gestione forestale sostenibile, imparando a curare gli alberi nel tempo. Così il lavoro genera reddito, competenze e una speranza concreta per chi vive queste montagne.
Il nostro obiettivo è riportare i boschi andini com'erano prima del fuoco. Per questo piantiamo solo specie autoctone come il ciprés de la cordillera: alberi adattati al clima e al suolo locali, più resistenti a malattie e siccità, che difendono la biodiversità invece di alterarla. Radicati sui versanti, trattengono il suolo dall'erosione, regolano il ciclo dell'acqua in una regione dove le fonti idriche si stanno riducendo e assorbono CO2 dall'atmosfera. Un bosco degradato non offre più questi servizi: rigenerandolo, restituiamo equilibrio alle montagne dell'Argentina e habitat alle specie che le abitano.
La stima di CO₂ è di progetto, non per singolo albero. Metodo e valori tecnici stanno nella scheda progetto, tab Trasparenza.