Nel Petén, nel nord del Guatemala, piantiamo sistemi agroforestali misti insieme alle comunità contadine: alberi da frutto come il cacao crescono all'ombra di specie forestali come il cedro, sulle parcelle che le famiglie stesse scelgono e curano. Così restituiamo foresta ai terreni impoveriti dall'agricoltura intensiva e diamo alle famiglie un reddito e cibo che rendono la comunità più capace di resistere.
In Guatemala la deforestazione è prima di tutto un problema sociale: le famiglie più povere non hanno risorse per coltivare le terre che abitano e subiscono il land grabbing delle multinazionali. Noi ribaltiamo questo meccanismo. Doniamo gli alberi alle famiglie contadine, che li piantano in sistemi agroforestali capaci di generare cibo e reddito: gli alberi da frutto, donati già innestati, producono entro tre anni e molti contadini avviano micro-imprese vendendo la frutta al mercato. Forniamo formazione e competenze tecniche sulla gestione sostenibile della terra, perché l'impatto resti nel tempo e le comunità raggiungano l'autosufficienza.
Gli incendi appiccati per far spazio a monocolture e pascoli minacciano le foreste del Guatemala, tra cui la Biosfera Maya, la più importante foresta tropicale del Centro America. Le foreste che piantiamo nel Petén frenano l'erosione del suolo e trattengono l'acqua, prevengono frane e inondazioni, mantengono la terra fertile e regolano clima e piogge. Difendono la biodiversità e gli habitat naturali della regione, e assorbono la CO2 che le attività umane accumulano in atmosfera. Riforestare qui significa ridare vita a un ecosistema, non piantare alberi in fila.
La stima di CO₂ è di progetto, non per singolo albero. Metodo e valori tecnici stanno nella scheda progetto, tab Trasparenza.