In Tanzania, sugli altopiani impoveriti dal sovrapascolo e dalla siccità, piantiamo alberi da frutto e specie autoctone insieme alle donne delle comunità Maasai. Le radici trattengono il suolo che l'erosione porta via e restituiscono pascoli e acqua alla savana; i frutti nutrono le famiglie e aprono un reddito ai mercati locali, tenendo insieme cura della terra e sicurezza alimentare.
Nelle comunità rurali dell'Arusha l'agricoltura è il principale mezzo di sostentamento, e sono le donne a occuparsi dell'acqua e del cibo. Ma le donne Maasai partono da una posizione sociale bassa, senza gli strumenti per coltivare la propria terra. Gli alberi che consegniamo restano loro: creano autonomia alimentare e reddito. Quelli da frutto, donati già innestati, producono entro tre anni, e molte donne avviano micro-imprese vendendo la frutta al mercato. Dare loro mezzi e conoscenze è il modo più diretto per costruire una società più giusta.
In Tanzania il terreno si impoverisce: perde le sostanze organiche a base di carbonio che lo rendono vivo, ed è la desertificazione che avanza, divorando foreste e campi. La nostra risposta sono sistemi agroforestali equilibrati, fatti solo di specie autoctone: già adattate al clima e al suolo, resistono meglio a malattie e siccità. Questi alberi trattengono il suolo, aumentano la captazione dell'acqua e innescano la rigenerazione naturale. Assorbono CO2, migliorano la qualità dell'acqua e creano microclimi dove altre piante possono ricrescere.
La stima di CO₂ è di progetto, non per singolo albero. Metodo e valori tecnici stanno nella scheda progetto, tab Trasparenza.