Adattamento al cambiamento climatico
Piantiamo alberi nelle cooperative agricole sociali a supporto di persone svantaggiate mediante l'adozione di pratiche agronomiche sostenibili.
Un paese verde che il clima mette alla prova
L'Italia è tra i paesi più ricchi di biodiversità e boschi d'Europa, con foreste che avanzano dove montagne e campagne si spopolano. Ma il clima cambia più in fretta degli ecosistemi: grandine e vento sempre più violenti, ondate di calore, siccità e nuovi parassiti mettono sotto pressione suoli e colture da Nord a Sud. Non basta assorbire CO2: serve costruire resilienza, e gli alberi sono uno degli strumenti per farlo qui, adesso, terra per terra.
Un albero donato a ogni cooperativa
Doniamo alberi a cooperative agricole sociali, fattorie didattiche e aziende agricole in tutta la penisola per costruire food forest e sistemi agroforestali. Piantiamo specie autoctone e antiche, adattate al suolo e al clima di ogni regione, insieme a specie forestali che fanno ombra, regolano l'acqua e nutrono la terra. Ogni impianto nasce da uno studio con chi lavora quei campi e da una formazione continua: non un modello calato dall'alto, ma un sistema pensato per durare e per restituire cibo.
Dove l'albero diventa lavoro e dignità
Le cooperative con cui lavoriamo si occupano di socioterapia, riabilitazione, accoglienza e inclusione lavorativa: gli alberi diventano lavoro per chi è in situazione di svantaggio. In Basilicata contrastiamo il caporalato, in Sicilia coltiviamo in permacultura terreni confiscati alla mafia, nel Lazio l'ortofrutta dà un'occupazione a migranti e persone con disabilità. Sosteniamo l'autofinanziamento tramite la vendita diretta e la trasformazione dei frutti: reddito reale, non assistenza.
Suoli vivi, dai campi alle città
In Italia non facciamo riforestazione: sosteniamo un'agricoltura a basso impatto che rende i terreni più vivi. I nostri alberi migliorano la qualità del suolo, assorbono CO2 e creano habitat per la fauna locale. In Liguria recuperiamo i terrazzamenti contro il dissesto idrogeologico, altrove contrastiamo desertificazione e siccità, a Milano apriamo nuovi spazi verdi in città. Specie diverse per necessità diverse, così la biodiversità torna a essere infrastruttura, non ornamento.