Contrasto dell'erosione con comunità Maasai
Piantiamo nuovi alberi con le donne delle comunità Masaai, favorendo l'empowerment femminile e contrastando l’erosione dei suoli.
Tanzania: dove l'acqua manca e la terra si sgretola
La Tanzania è coperta per oltre un terzo da foreste, ma le perde a un ritmo vicino all'1,5% l'anno. In una regione dove l'acqua è già scarsa, questo apre la strada a desertificazione ed erosione: il suolo si impoverisce, smette di ospitare la vita e lentamente diventa deserto. Nell'altopiano dell'Arusha, dove vivono le comunità Maasai, l'erosione distrugge le strade, spezza i campi e mette in pericolo il bestiame. Cresce l'isolamento, crescono le tensioni, e molte famiglie sono costrette a migrare in cerca di terra ancora coltivabile.
Riforestare al fianco delle donne Maasai
Lavoriamo nella regione dell'Arusha con WAEV, il nostro partner locale fondato e gestito da membri della comunità Maasai. Doniamo a gruppi di donne alberi da frutto, forestali e medicinali, e li affianchiamo con formazioni sull'agricoltura organica e sul recupero dei terreni erosi. Combiniamo due metodi: l'agroforestazione domestica, che intreccia alberi da frutto, colture e arbusti su più strati, e la riforestazione delle zone aride con specie resistenti. Gli alberi difendono il suolo, lo mantengono produttivo e regolano il ciclo dell'acqua.
La terra torna nelle mani delle donne
Nelle comunità rurali dell'Arusha l'agricoltura è il principale mezzo di sostentamento, e sono le donne a occuparsi dell'acqua e del cibo. Ma le donne Maasai partono da una posizione sociale bassa, senza gli strumenti per coltivare la propria terra. Gli alberi che consegniamo restano loro: creano autonomia alimentare e reddito. Quelli da frutto, donati già innestati, producono entro tre anni, e molte donne avviano micro-imprese vendendo la frutta al mercato. Dare loro mezzi e conoscenze è il modo più diretto per costruire una società più giusta.
Fermare il deserto, un albero alla volta
In Tanzania il terreno si impoverisce: perde le sostanze organiche a base di carbonio che lo rendono vivo, ed è la desertificazione che avanza, divorando foreste e campi. La nostra risposta sono sistemi agroforestali equilibrati, fatti solo di specie autoctone: già adattate al clima e al suolo, resistono meglio a malattie e siccità. Questi alberi trattengono il suolo, aumentano la captazione dell'acqua e innescano la rigenerazione naturale. Assorbono CO2, migliorano la qualità dell'acqua e creano microclimi dove altre piante possono ricrescere.