Difesa dell'Amazzonia
Recuperiamo sementi di specie in via d’estinzione per salvaguardare ecosistemi vulnerabili all’interno della foresta amazzonica peruviana.
L'Amazzonia peruviana sotto la lama
In Perù la Foresta Amazzonica copre metà del territorio, ma la deforestazione avanza come una minaccia costante. L'espansione agricola, le miniere commerciali e le nuove strade aprono varchi nel verde, e gran parte degli abbattimenti avviene illegalmente. A questo si aggiunge lo slash and burn, il "brucia e incendia" usato per liberare in fretta terra da convertire all'agricoltura: frammenta gli ecosistemi, ne intacca la capacità di rigenerarsi e alimenta buona parte delle emissioni di gas serra del Paese. Ogni varco che si apre è flora e fauna uniche che scompaiono.
Semi che tornano nella foresta
Lavoriamo a Puerto Maldonado, nella Riserva Nazionale di Tambopata, una delle aree protette più vulnerabili dell'Amazzonia peruviana. Ci spingiamo nel cuore della foresta per recuperare i semi di oltre 20 specie autoctone — forestali, da frutto, medicinali, molte a rischio d'estinzione — e li riportiamo a terra con l'agroforestazione: coltiviamo insieme specie forestali, arbustive, erbacee e frutticole sullo stesso terreno, ricreando la struttura di una foresta naturale. Ogni sistema nasce da uno studio condiviso con le comunità che vivono qui da generazioni.
I custodi di Tambopata
Le comunità indigene dell'Amazzonia vivono con la foresta da migliaia di anni: ne ricavano erbe medicinali, frutta, funghi, legname, e su questo sapere ancestrale hanno costruito la propria cultura. Non lavoriamo per loro, ma con loro. Ripristiniamo i paesaggi e conserviamo le sementi storiche insieme a chi la foresta la conosce, sostenendo l'autonomia dei popoli indigeni e la custodia della loro conoscenza. La formazione continua accompagna chi si prende cura degli alberi, perché ogni progetto rispetti le esigenze sociali, economiche e culturali del territorio.
Biodiversità, specie per specie
L'Amazzonia è la più grande foresta pluviale del pianeta e un'area nevralgica per il clima globale. Qui riforestare non significa solo far ricrescere alberi: significa conservare una varietà immensa di specie vulnerabili. Piantiamo solo autoctone, con semi raccolti nella foresta stessa per non alterare l'ecosistema; ben adattate a suolo e clima, resistono meglio a malattie e siccità. Gli alberi assorbono CO2, frenano l'erosione, migliorano la qualità dell'acqua e creano microclimi favorevoli. L'agroforestazione, intanto, apre corridoi ecologici e diventa una banca dei semi della biodiversità amazzonica.